Tioman, l'isola del drago: viaggio tra i reef della Malesia peninsulare
Sott'acqua, Tioman comincia esattamente come finisce in superficie: con il granito. Gli stessi blocchi levigati che formano le creste e le scogliere dell'isola proseguono sotto il pelo dell'acqua, si ammucchiano in canyon e gallerie, e fanno da scheletro ai reef che l'hanno resa famosa. Pulau Tioman si trova nel Mar Cinese Meridionale, a una trentina di chilometri dalla costa orientale della Malesia peninsulare, nello stato di Pahang: un massiccio coperto di foresta pluviale, orlato di spiagge e di barriere coralline frangenti, con un arcipelago di isolotti al largo dell'angolo nord-occidentale dove si concentrano le immersioni più belle della zona.
Granito, giungla e barriera corallina
Poche isole del Sud-est asiatico offrono un passaggio così diretto dalla foresta al corallo. L'interno di Tioman è montuoso e selvaggio, dominato dal Gunung Kajang, che supera i mille metri, e chiuso a sud dalle due guglie granitiche note come Corna del Drago, sopra il villaggio di Mukut. La leggenda locale vuole che l'isola sia il corpo di una principessa drago che, innamorata di queste acque durante un lungo viaggio, decise di fermarsi per sempre. I villaggi — Tekek, il capoluogo con il piccolo aeroporto, Air Batang detta ABC, Salang a nord, Genting e Paya, la remota Juara sulla costa orientale e il minuscolo Mukut — vivono affacciati sul mare, collegati da barche e sentieri più che da strade. Per i reef è una fortuna: poco cemento, pochi sedimenti, e una fascia costiera che scivola quasi intatta dalla giungla alla barriera.
Un parco marino nel Mar Cinese Meridionale
Le acque intorno a Tioman e ai suoi isolotti satelliti sono tutelate dal sistema dei parchi marini della Malesia: nella zona protetta sono vietati pesca e prelievo, i visitatori pagano un piccolo contributo di conservazione e i siti più frequentati sono dotati di boe di ormeggio, così che le ancore non finiscano sul corallo. Non è una protezione assoluta — anche qui gli episodi di sbiancamento legati al riscaldamento del mare hanno lasciato il segno, e il traffico di barche si fa sentire — ma il risultato si vede a ogni immersione: pesce abbondante, colonie di Acropora in buona salute, tartarughe poco timorose. Accanto al parco lavorano realtà locali che si occupano di monitoraggio dei reef, pulizia delle spiagge e coltura di frammenti di corallo; a Juara, sulla costa orientale, un progetto attivo da molti anni protegge le spiagge di nidificazione delle tartarughe verdi ed embricate.
Gli isolotti del nord: Chebeh, Labas e Tiger Reef
Il meglio dell'immersione a Tioman sta al largo della punta nord-occidentale. Pulau Chebeh è un caos di enormi massi vulcanici che continua sott'acqua in tunnel, spaccature e passaggi da attraversare in fila indiana, decorati di gorgonie e coralli molli. La vicina Pulau Labas, più piccola, è un formaggio di roccia traforato da gallerie piene di luce. Il nome che tutti pronunciano, però, è Tiger Reef: un pinnacolo sommerso che sale dal blu tra gli isolotti, spazzato dalla corrente e per questo ricoperto da una pelliccia di coralli molli. Intorno ruotano nuvole di fucilieri dalla coda gialla, i lutiani si impilano nel riparo della corrente, carangidi e barracuda pattugliano i bordi. Quando la corrente tira, Tiger Reef non è un sito per principianti e i diving lo propongono a subacquei con un minimo di esperienza; con le condizioni giuste, è l'immersione per cui Tioman viene ricordata.
I reef di casa: Renggis e la costa occidentale
La vita quotidiana del subacqueo, a Tioman, scorre lungo la costa occidentale, riparata e piena di siti raggiungibili in pochi minuti di barca. Il simbolo è Pulau Renggis, un isolotto minuscolo davanti al grande resort vicino a Tekek: barriera frangente bassa, canali di sabbia, squali pinna nera che pattugliano il fondale e tartarughe embricate che brucano le spugne, il tutto a profondità comode per chi è alle prime armi o preferisce la maschera e il boccaglio. Più a nord, la baia di Salang e l'isolotto di Soyak offrono pendii dolci e rigogliosi, e alcuni piccoli relitti affondati apposta nella zona si sono trasformati negli anni in oasi brulicanti di pesce. Attorno al molo del parco marino i banchi di castagnole e lutiani sono così fitti da inghiottire gli snorkelisti. Di notte gli stessi fondali cambiano repertorio: seppie che cambiano colore, murene a caccia, pesci pappagallo addormentati e nudibranchi a decine.
Chi si incontra sott'acqua
La fauna di Tioman è quella classica e generosa dell'Indo-Pacifico. Nelle zone basse dominano i coralli ramificati e le grandi tavole di Acropora; scendendo compaiono coralli massicci, coralli a frusta e ventagli di gorgonia. Anemoni e pesci pagliaccio accompagnano ogni immersione, mentre chi ama il piccolo trova pesci scorpione, pesci ago e una collezione notevole di nudibranchi. Gli incontri affidabili sono il vero lusso dell'isola: tartarughe verdi ed embricate, squali pinna nera nel bassofondo, pesci pappagallo gibbosi che passano in pattuglia facendosi sentire mentre sgranocchiano il corallo, pesci pipistrello curiosi che scortano i gruppi per mezza immersione. Le sorprese non mancano: intorno a Tioman sono stati avvistati anche squali balena, abbastanza di rado però da non poterci contare. La visibilità varia con la stagione e il plancton, spesso tra dieci e venti metri: il Mar Cinese Meridionale è un mare ricco, ed è proprio quella ricchezza a nutrire i banchi che rendono vive queste acque.
Il monsone detta il calendario
Tioman vive al ritmo del monsone di nord-est. Da novembre a febbraio circa, vento, pioggia e mare grosso battono la costa orientale della Malesia: i traghetti si diradano, gran parte dei diving e degli alloggi chiude e l'isola entra in letargo. La stagione va all'incirca da marzo a ottobre, con mare più calmo, visibilità migliore e tutti i servizi aperti. L'acqua è calda tutto l'anno e una muta sottile basta quasi a chiunque. Si arriva in traghetto da Mersing, nello stato di Johor, o da Tanjung Gemok, sulla costa del Pahang, con circa due ore di navigazione; l'isola è zona duty-free, dettaglio che spiega i negozietti sorprendentemente forniti di Tekek. Un'avvertenza di calendario: Tioman è la fuga preferita dei subacquei di Singapore e Kuala Lumpur, e nei fine settimana di alta stagione i siti più comodi si affollano. Chi può, venga in settimana: i reef quasi deserti ripagano la scelta.
Snorkeling: Pulau Tulai e i giardini di corallo
Tioman non è un'isola riservata a chi porta le bombole. L'escursione classica in maschera e pinne punta a Pulau Tulai, che tutti chiamano Coral Island, a nord-ovest di Tioman: giardini di corallo bassi su sabbia chiara, acqua turchese e banchi di pesce che cominciano già dove si tocca. Le gite in barca verso Tulai si combinano facilmente con soste in altre baie, e siccome in molti punti il tetto del reef sta a pochi metri dalla superficie, il meglio dello spettacolo è comunque a portata di snorkelista. Anche davanti ai villaggi conviene entrare in acqua: da ABC e da Salang la barriera frangente comincia a poche bracciate dalla spiaggia, e intorno a Renggis chi snorkela condivide tartarughe e squaletti con i gruppi di subacquei. Vale ovunque la regola del parco marino: non toccare, non raccogliere, tenere le pinne lontane dal corallo — soprattutto con la bassa marea, la pinneggiata sul reef basso è il danno evitabile più comune.
Sulla mappa
I siti di Tioman sono sparsi intorno a un'isola grande e a una corona di isolotti, e la scelta del villaggio in cui dormire decide quali reef si avranno davanti al bungalow. Sulla nostra mappa interattiva trovate ogni sito nel suo contesto — da Renggis e dal molo del parco marino fino a Chebeh, Labas e Tiger Reef — insieme a migliaia di altre barriere coralline e punti di immersione in tutto il mondo. Ingrandite, confrontate le baie e disegnate il vostro itinerario intorno all'isola del drago.